Trasformazione digitale: l’opportunità di cambiare

Nel contesto di emergenza legato al Covid-19 le aziende hanno dovuto accettare una grande sfida: dialogare con clienti e consumatori attraverso il digitale e affrontare la sfida della trasformazione digitale.

 

Per chi ci aveva visto lungo, niente di nuovo. Il cambiamento in ottica “digitale” è una sfida in atto da alcuni anni, ma tutta in divenire: secondo International Data Corporation, ci porterà nel 2023 ad una spesa in tecnologie e servizi per la Digital Transformation fino a 2,3 trilioni di dollari. 

 

Semplificazione, potenziamento dei processi aziendali, Digital Enabler: tenete a mente queste parole chiave, perché sono quelle sulle quali ci focalizzeremo in questo articolo e le stesse che guidano l’approfondimento sul nostro white paper!

In un mondo che cambia, cambia anche il tuo business

Inutile negarlo. Oggi il digital è considerato il principale driver di crescita e trasformazione dell’economia e le tecnologie digitali sono viste come un’opportunità per innovare prodotti, servizi e modelli di business.

 

La trasformazione digitale coinvolge sempre più settori come la produzione industriale, servizi, commercio, e i vantaggi non si fanno attendere: l’efficienza e l’operatività migliorano a fronte di una riduzione di costi
Sono sei, i pilastri su cui si basa il nuovo concetto di Digital Transformation:
  • Automazione
  • Informatizzazione 
  • Dematerializzazione 
  • Virtualizzazione 
  • Cloud Computing 
  • Mobile

 
Investire in questa direzione significa non solo cambiare metodo, ma dare una svolta anche al proprio modo di pensare il business. 

Digital Enabler: le leve per agevolare il business del futuro

Investire in cosa, esattamente?
In nuove tecnologie per generare strumenti che davvero, nel quotidiano, possono semplificare e potenziare il contesto economico e sociale.

 

I Digital Enabler, appunto, ovvero le leve abilitanti le strategie e i progetti di trasformazione tutti i settori economici.

 

Ma quali leve rientrano nella definizione di “Digital Enabler”?
Un breve glossario sugli abilitatori digitali

 

Ecco, in breve, i principali Digital Enabler sui quali si fonda la crescita delle aziende nel 21° secolo.
  • IoT, ovvero “Internet of Things”: dispositivi fisici e tecnologici che ricevono e trasferiscono dati su reti wireless, attraverso l’installazione di sensori in ogni tipo di oggetto per cui è richiesta connessione. Utili per creare nuove modalità di interazione con i clienti, oggi imprenscindibili!
  • Big Data: le raccolte dati così ampie da superare la capacità dei dispositivi tradizionali e le nuove tecnologie sviluppate appositamente per lo scopo. Riuscire a riunire tutte queste informazioni significa anche avere la capacità di elaborare, analizzare e individuare riscontri oggettivi su tematiche differenti.
  • Industria 4.0: processo – che include altri abilitatori digitali – attraverso cui le fabbriche diventeranno completamente automatizzate e interconnesse, con l’obiettivo di aumentare efficienza e produttività dei processi aziendali. Mai pensato a macchinari intelligenti?
  • Cyber security: sicurezza informatica, strumenti e tecnologie che proteggono i sistemi informatici dagli attacchi esterni. Ma c’è di più: sono inclusi anche altri fattori, come quello umano, in grado di individuare i punti deboli dei sistemi, le minacce e rischi, in maniera preventiva.

 

  • Artificial Intelligence e Machine Learning: l’abilità dei sistemi tecnologici di svolgere attività simili a quelle umane e la capacità di apprendimento dei macchinari, avranno il sopravvento? Non è nostro intento rispondere qui, ma di certo il mercato è in crescita in sempre più settori. Questi due abilitatori, infatti, permettono di prevedere e, per quanto possibile, indirizzare i processi di acquisto delle persone in un meccanismo learning by doing” potenzialmente infinito!

 

E ancora si potrebbe parlare di Cloud Computing, Wearable, Realtà Aumentata, E-commerce, Equity Crowfonded, Smart Payment…
Sul white paper  che abbiamo preparato, trovate una panoramica più articolata, e analitica, rispetto a tutti i Digital Enabler sul mercato e alle opportunità che offrono.

Digital Transformation: Challenge Accepted!

Come per tutti i grandi cambiamenti, aspettare che “accadano” e seguire la corrente significa non sfruttare davvero le opportunità che portano con sé. 
Quella della trasformazione digitale è un’evoluzione che sta già avvenendo ed è necessario per le imprese adeguarsi, cambiare, per rimanere competitivi sul mercato.
Ma si può fare solo con la consapevolezza di dover ripensare le proprie strategie di business, ridefinire gli obiettivi, investire in nuove tecnologie, specifiche per il proprio settore. 
E accettare la sfida.

Lead Generation e marketing conversazionale: di cosa parliamo?

Il mondo del marketing, o meglio web marketing, è sempre in movimento. E chi, di questo mondo, è appassionato, non può fare altro che restare al passo con le novità del settore. Ecco perché, oggi, vogliamo parlarti di un nuovo modo di fare lead generation, sfruttando canali diretti tramite la logica conversazionale. In questo articolo trovi tutte le informazioni che ti servono e se, alla fine, vorrai approfondire ulteriormente l’argomento, potrai farlo scaricando il nostro white paper [QUI], a cura degli esperti campaign manager di PayClick.

Ma facciamo un passo indietro: da dove nasce questa intuizione?

Siamo partiti da una semplice, quanto evidente, considerazione: l’uso dei dispositivi mobile ha superato nettamente il desktop, e il prossimo lancio del 5G non farà altro che enfatizzare questo fenomeno. Di conseguenza, le possibilità di marketing cresceranno esponenzialmente: ad oggi il Mobile Advertising supera già i 1,4 miliardi di euro (+28% rispetto al 2017).

Con questo cambiamento, e un’attenzione forte alle potenzialità del digital advertising, emerge l’esigenza di rivolgersi direttamente al consumatore, con messaggi non solo personalizzati ma anche personali: un’azione oggi possibile, perché grazie ai dati conosciamo davvero il nostro utente e possiamo intercettarlo nel momento giusto, proponendo soluzioni utili per la sua vita!

 

Marketing conversazionale, questo sconosciuto…

È un nuovo modello di marketing caratterizzato dal reale e immediato rapporto con il cliente all’interno di una comunicazione bidirezionale. La comunicazione di brand sta sempre più abbandonando le tradizionali logiche top-down puntando, invece, ad arrivare al consumatore nei momenti di reale esigenza.

Utile, vero?

È quello conversazionale, il next step nello scenario del marketing. Ciò è reso possibile dai progressi tecnologici: parliamo in particolare di chatbot e dell’evoluzione dello user behavior verso dinamiche sempre più mobile-first e always-on.

Da ciò possiamo dedurre che la vera rete non si fa più sui siti web, ma con i messaggi diretti. Proprio così. E questo ha delle conseguenze forti sul marketing: il messaging richiede alle aziende nuovi strumenti, per far sì che le proprie strategie rispondano a una logica di conversazione diretta con l’utente.

 

Marketing conversazionale: caratteristiche e vantaggi

Per avere una panoramica chiara, proviamo a riassumere i vantaggi del marketing conversazionale in 5 punti:

  1. Immediatezza e semplicità –Per l’utente, il marketing conversazionale migliora nettamente l’efficienza delle comunicazioni: il potenziale cliente viene intercettato in un momento di reale interesse, il percorso di vendita è più breve, e le conversioni in aumento!
  2. Personalizzazione e relazione reale – I canali di marketing tradizionali necessitano di studi del target basati su dati sociodemografici di tipo statistico. L’approccio conversazionale sfrutta invece dati di tipo deterministico, che portano a sviluppare messaggi personalizzati.
  3. L’esperienza – I Brand devono comprendere che non si vende più un prodotto o un servizio, ma si offre un’esperienza. Il vero valore aggiunto è la capacità di rispondere all’utente sempre, non solo quando stiamo cercando di proporgli qualcosa.
  4. Data-driven strategy – Un vantaggio del marketing incentrato su chatbot e messaggi diretti è la mole di dati a disposizione. È questo il valore aggiunto principale delle nostre strategie: raccogliere, analizzare e profilare questi dati significa possedere una miniera d’oro, in cui è possibile trovare tutte le informazioni relative all’utente in un unico posto.
  5. Misurabilità – Per i canali digital l’enorme vantaggio è l’estrema possibilità di misurazione. Monitorando le metriche del marketing conversazionale, puoi valutare meglio l’efficacia del tuo chatbot e identificare opportunità di miglioramento.

 

Le leve del conversational marketing: i nuovi canali

Ogni innovazione è resa possibile grazie alla diffusione di nuove app, e nuovi canali. Vediamo quali sono quelli per il conversational marketing:

  • Chatbot. Ciò che offre questa tecnologia è preziosissimo: risposte rapide e istantanee a quesiti contingenti. L’automazione consente alle aziende di essere costantemente disponibili sul mercato, senza spendere ingenti quantità di denaro per operatori fisici, call center etc;
  • App di messaggistica. Secondo un’indagine di BI Intelligence, l’uso delle app di messaggistica, (WhatsApp, Facebook Messenger…) ha distaccato di molto quello delle app social. Il messaging è utile e interattivo, mentre lo scroll dei feed social resta puro intrattenimento: ci avevi mai pensato?
  • Sms marketing. L’SMS gioca un ruolo interessante fra le strategie di mobile marketing: vanta infatti una percentuale di lettura altissima e, considerato un sistema ibrido tra online e offline, risulta più affidabile rispetto ai social media;
  • Notifiche push. Sono i messaggi istantanei recapitati tramite rete e connessione ad Internet, che vengono appunto “spinti” all’utente, senza alcuna azione di “pull” da parte sua. Per le aziende risultano efficaci per proporre un annuncio, un’offerta o semplicemente un saluto attraverso il quale alimentare il rapporto con i clienti;
  • Telegram. Offre ad esperti e aziende la possibilità di dialogare direttamente con i follower in un ambiente totalmente privato. Vanta già cifre considerevoli: oltre 100 milioni di utenti attivi worldwide e 12 miliardi di messaggi ogni giorno. Da tenere d’occhio!
  • Social media adv, Instagram. La natura stessa del social, basata sulla condivisione di immagini, sembra capace di fidelizzare maggiormente gli utenti rispetto ai rivali. Instagram ha ottenuto una nicchia di utenti proponendo un format a metà fra il social network ed il motore di ricerca visiva. L’intento è diverso dagli altri social: si propone una connessione fra utente e idee, ispirazioni che si trasformano poi in esperienze d’acquisto;
  • Intent dem. È una nuova modalità di retargeting unica nel mercato italiano in grado di coniugare i vantaggi del behavioral retargeting agli alti tassi di conversione del canale DEM.

Il marketing conversazionale ci promette uno scenario di nuove opportunità da cogliere.

Prima di alzare il sipario però, è utile approfondire quanto più possibile l’argomento: per questo, ricordati di approfittare del nostro white paper, preparato apposta per te!

Buona continuazione!