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Impatti della quarantena sulle campagne ads

Gli inevitabili cambiamenti della quotidianità durante la quarantena hanno impattato sul modo di acquistare e di scegliere dell’utente. Questo ha portato a un incremento di vendite di diversi prodotti, come articoli sportivi, di elettronica, cosmetica, di intrattenimento e per la cucina. Quali evoluzioni ci sono state, quindi, dal punto di vista del Search Engine Advertising?

Crisi sanitaria: i settori in salita e in discesa

Come già visto parlando di SEO e search intent in quarantena, i cambiamenti della quotidianità hanno impattato sul modo di acquistare e di scegliere dell’utente. Per capire quale impatto abbia avuto il Covid-19 sulle campagne a pagamento è necessario valutare tutte le metriche legate agli ads, come CPC, numero di ricerche, CTR e CR.

Facile immaginare che uno dei settori più “premiati” dal periodo sia stato quello medico-farmaceutico, insieme a quello della cura personale, per la necessità degli utenti non solo di informarsi sulla pandemia ma anche di acquistare prodotti di prevenzione e dispositivi di protezione personale.

Ma non solo: un business che ha avuto un incremento impressionante è stato anche quello dei media on-demand (+ 102% di CR): rimanendo a casa, gli utenti hanno trovato nelle piattaforme di intrattenimento un’ottima via per passare il tempo. Alcuni media leader di settore hanno permesso l’accesso gratuiti a intere sezioni di contenuti della propria piattaforma, con ottimi ritorni d’immagine e ottenendo anche abbonamenti aggiuntivi a contenuti premium o post-emergenza.

Molto positivo il fatto che anche gli ambiti charity e no-profit abbiano registrato aumenti notevoli dei tassi di conversione su rete di ricerca (+20%): le persone, colpite dallo stato di emergenza generale, hanno sentito il bisogno di dare il proprio supporto attivandosi con donazioni e raccolte fondi.

Purtroppo, c’è anche un rovescio della medaglia, i settori che hanno patito maggiormente la crisi: in primis, l’immobiliare, che ha mantenuto piuttosto stabili i livelli di traffico, con un crollo però totale delle conversioni, a riprova del fatto che chi cercava una casa ha continuato a informarsi senza però – ovviamente – poter procedere alla visita né tantomeno all’acquisto. Proprio per questo diverse realtà del PropTech si stanno attivando per digitalizzare ulteriormente questi processi, come il nostro progetto Cerved Bee The City.

Altro ambito che ha subito una forte battuta d’arresto è quello dell’automotive, che ha registrato un calo molto importante (-30% nel CR).

Il mondo education ha sentito l’esigenza di trasformarsi, adottando soluzioni di e-learning e lezioni virtuali: chi ha saputo fare questo in maniera tempestiva è riuscito a contenere i danni, mentre accademie e business school che non erano pronte al passaggio al digitale sono state costrette a fermarsi.

Infine, i business colpiti in maniera drammatica dall’emergenza coronavirus sono stati il travel e la ristorazione.

 

Analisi sui clienti: evidenze sulle nostre campagne

Prendendo come periodo di analisi Marzo-Aprile 2020 e confrontando con lo stesso periodo dell’anno precedente, abbiamo raccolto evidenze significative sulle campagne SEA attive per alcuni nostri clienti.

Clienti dell’ambito beauty e fitness hanno registrato rendimenti record, con aumenti anche del 300% nelle vendite, tanto da rendere difficile la logistica. Per il comparto education, dopo la flessione di marzo, c’è stata la partenza in forza per alcuni nostri clienti dell’e-learning, con un aumento di circa il 10% del CR, soprattutto in Svizzera.

Gli e-commerce, in generale, hanno avuto forti aumenti, in particolare per quanto riguarda gli ads su Amazon, agli occhi dell’utente sempre sinonimo di una logistica sicura sia in termini di consegna che di sanificazione del prodotto.

Come si è comportato Google: norme sugli annunci

Google non ha permesso la speculazione da parte degli inserzionisti, di fatto bloccando la possibilità di comprare termini di ricerca direttamente legati al Covid e alla pandemia: una presa di posizione forte ed etica di Big G, che ha vietato tutti i contenuti che speculativi o privi di sensibilità in materia di pandemia.

Il coronavirus ha impattato, quindi, parecchio sulle norme pubblicitarie in essere per Google Ads. Ad esempio, è stata limitata la vendita di mascherine, in un momento in cui erano vitali per gli operatori sanitari; sono stati ammessi annunci a tema Covid solo da parte di organizzazioni governative, fornitori di servizi sanitari e altre fonti verificate. Inoltre, a garanzia della privacy degli utenti, sono stati vietati i targeting per pubblico su argomenti legati al coronavirus.

In più, Google ha voluto fornire un supporto concreto alle PMI, donando un credito di 340 milioni di dollari in tutto il mondo: questo credito può essere utilizzato all’interno del proprio account pubblicitario entro il 31 dicembre 2020, basta essere considerata un’azienda idonea, cioè che abbia effettuato spese con un account Google Ads in dieci mesi su dodici durante il 2019 e a gennaio e/o febbraio del 2020.

Anche i Social Media si sono adeguati, dimostrando sensibilità in periodo di pandemia: Facebook, ad esempio, ha messo un forte freno alle fake news legate al Covid-19 e ha bloccato sponsorizzazioni e messaggi ingannevoli su prodotti sensibili del momento, come mascherine e disinfettanti.

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